Una partnership iniziata a marzo, con lo spostamento del laboratorio Lab3D negli spazi di Palo Alto SA in via Zurigo 5 e che oggi, nonostante le limitazioni di movimento dettate dalla situazione, si dimostra essere già vincente.

Le due aziende sono infatti operative sul fronte COVID-19 per dare supporto a diversi progetti sia locali che internazionali, nella produzione di strumenti di protezione sia per i malati che per gli operatori del settore sanitario.

È stata scoperta una carenza delle necessarie forniture diagnostiche e terapeutiche e, sebbene molte aziende siano intervenute per aiutare, è la stampa 3D che può essere in grado di fornire risposte reali su come combattere la crisi della catena di approvvigionamento.

Il team operativo è composto da Asanka Withanaarachchi (interaction designer e tecnico specializzato in stampa 3D, scansione 3D e prototipazione), Markus Schnabel (automotive and transportation designer e esperto in additive manufacturing) e Simone Severoni (Product manager e tecnico specializzato in stampa 3D).

Il gruppo sta partecipando alle seguenti iniziative:

Easy Covid 19 – Connettori per maschera d’emergenza per respiratori ospedalieri*

Sulla base del progetto originale realizzato dalla società ISINNOVA S.R.L. di Brescia, che è riuscita a realizzare una maschera respiratoria d’emergenza riadattando una maschera da snorkeling già in commercio e con il sostegno professionale e tecnico della scuola ENFAPI, Asanka di Lab3D ha stampato i connettori per le maschere che sono poi state donati alla Protezione Civile di Erba (Como) che a sua volta le ha ridistribuite agli ospedali italiani con necessità.

Maschere protettive stampate in 3D*

A supporto del progetto coordinato dalla SUPSI Dipartimento ambiente costruzione e design, Palo Alto e Lab3D hanno iniziato la produzione delle maschere protettive per gli enti che non hanno abbastanza protezioni per i loro operatori e medici.

Palo Alto segue con interesse anche i progetti di EnvisionTEC, leader internazionale nella produzione di stampanti 3D e di materiali performanti di cui è rivenditore esclusivo e certificato per il Ticino.

Lavorando fianco a fianco con i leader sanitari, il fondatore e CEO di EnvisionTEC Al Siblani e il suo team di specialisti in ingegneria e applicazioni, con l’aiuto di alcuni clienti dedicati hanno identificato diverse aree in cui grazie ai loro punti di forza (materiali biocompatibili e attrezzature di stampa 3D veloci e precise) EnvisionTEC può aiutare a fornire rifornimenti di scorte nonché nuove soluzioni alternative.

Finora gli sforzi di EnvisionTEC si sono focalizzati sul fornire una risposta alla mancanza di respiratori per la terapia intensiva e di tamponi rinofaringei (NP) per la raccolta dei campioni per i test.

Infatti nonostante giganti della produzione come Ford e GM abbiano aumentato la produzione, il processo è lungo e la risposta non è immediata. EnvisionTEC sta collaborando con la FDA per autorizzare l’uso di splitter stampati in 3D (con materiale di classe 1) come soluzione di emergenza per consentire a più pazienti di ricevere ossigeno dallo stesso ventilatore regolando i controlli di pressione sui ventilatori per consentire l’uso a doppio paziente.

Gli ingegneri EnvisionTEC hanno progettato una punta di raccolta per un tampone nasale flessibile. Sono stati in grado di stampare 400 dei tamponi in E-Guide materiale approvato Classe 1 sul suo Envision One cDLM in due ore.
Il prototipo in E-Guide è in attesa di test e approvazione finale.

EnvisionTEC è da tempo impegnata a fornire soluzioni ai propri clienti e ora si sta preparando per aiutare a fornire ai professionisti medici gli strumenti necessari per aiutare a combattere questa pandemia globale con una vasta rete di migliaia di clienti desiderosi di aiutare.

Usare la stampa 3D in modo mirato laddove la necessità è maggiore, consente una rapida reazione al problema crescente.

Palo Alto e Lab 3D restano a disposizione dell’ufficio medico cantonale e degli enti ospedalieri e di ricerca.

* I materiali utilizzati in tutti i progetti sono certificati e disinfettabili, ma al momento gli oggetti stampati non sono certificati. Grazie al coordinamento con i volontari svizzeri, spagnoli e italiani è possibile capire chi accetta volentieri la fornitura.

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