La curiosità è la migliore medicina contro qualsiasi forma di frustrazione, di nervosismo, di malumore e soprattutto contro la noia. È la più preziosa compagna di vita e deve essere il punto focale del nostro percorso sia privato che professionale.

Dobbiamo essere come il girasole che cerca sempre la stella per andare avanti nella sua crescita, senza temporeggiare dinnanzi a nulla e lasciandoci alle spalle l’obsoleto.

Chi non ha curiosità, ha perso già sé stesso e a breve sprofonderà nella solitudine per diventarne prigioniero, perciò care lettrici e lettori, essere curiosi ci da la possibilità di valutare e scegliere la strada più giusta per il nostro futuro.

Non per forza la più facile, ma sicuramente la più interessante.

Sono nato nella generazione Y (1980-2000), ossia quella tra la generazione X dei miei genitori (1965-1980) e la generazione Z dei miei nipoti (dal 2000 a oggi). Nonostante la mia epoca sia caratterizzata da un maggior utilizzo e familiarità con i media e le tecnologie digitali, differiamo dai nativi digitali della generazione Z proprio nel fatto che questi ultimi danno per scontato la fruizione della tecnologia digitale e della comunicazione che ne deriva.

Considerata la mole di informazioni di cui dispongono e la facilità con la quale riescono a reperirle, i nativi digitali dovrebbero essere estremamente creativi e interessati. Le statistiche dimostrano invece che la generazione Z, gode di poca curiosità, che nell’epoca dell’iper-informazione, la sequela di news talvolta risulta poco significativa, questi ragazzi sono spesso tuttologi superficiali, conoscono i titoli di tutto, ma non hanno la curiosità di approfondire i contenuti.

Sono iper connessi, multimediali, autonomi, mirano più alla rapidità che all’accuratezza; e noi generazioni X e Y ci accorgiamo di essere circondati da giovani che hanno spento la fiamma della curiosità.

Eppure, la curiosità è fondamentale, perché è l’anticamera della libertà, perché apre la mente alla conoscenza, a qualcosa che possiamo scoprire solo inseguendo questo stimolo.

Molti si fermano all’apparenza, talvolta ingannevole delle cose, sfociando nell’indifferenza più totale. E nella condizione di disinteresse viene a mancare anche la volontà di scegliere.

Se vuoi essere innovativo non puoi non essere curioso.

Sviluppa il tuo senso critico per avere sempre meno limiti, per vedere il mondo con occhi diversi, e non fermarti alla prima barriera. Questo è l’unico modo che ti da la possibilità di vedere tutte le sfaccettature nascoste.

Concludendo, sii curioso, perché solo così potrai vivere la tua vita con passione. Non adagiarti a causa della tecnologia, ma sfruttala a tuo favore per risolvere i problemi e per avere più tempo per sviluppare le tue idee.

Martino Pisaturo

Marketing e vendita, Palo Alto SA

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